domenica, maggio 26, 2019

Inter: solita accozzaglia di giocatori, ma il progetto dov’è?

Roberto Mancini, la costruzione della sua Inter non ci convince

Anche quest’anno, come da tempo, ormai (se si eccettua il quinquennio d’oro 2006-2010), il mercato dell’Inter è contraddistinto da una miriade di figurine capaci di far sognare in estate, ma che, alla resa dei conti, si rivelano clamorosi flop. Il ritorno di Mancini non ha cambiato questo trend. I nerazzurri continuano ad acquistare senza avere un progetto tattico preciso.

SQUADRA RIVOLUZIONATA
Ausilio sta praticamente rifacendo la squadra da capo. Dei titolari dell’ultima stagione solo Icardi è sicuro di esserlo anche nella prossima. Ci sarebbe, a dire il vero, anche Handanovic, ma il portiere non è sicuro di rimanere. Finora sono arrivati quattro volti nuovi: Miranda, Murillo, Montoya, Kondogbia, ma c’è ancora spazio per Jovetic (o Salah) e Perisic e non si escludono ulteriori colpi. Sulla lista dei partenti sono finiti Shaqiri e Santon (arrivati a gennaio…), mentre gente come Medel e Vidic (presi la scorsa estate) sono in bilico.

QUATTRO BIG SUL FILO DEL RASOIO
Ci sono poi i casi Guarìn, Hernanes, Palacio e Kovacic, quattro giocatori che, per motivi diversi, sembrano essere in un limbo. Il colombiano, rilanciato proprio da Mancini, potrebbe essere ceduto per tamponare l’emorragia economica. L’argentino quest’anno pare destinato al ruolo di comprimario, soprattutto se Ausilio riuscirà a piazzare due colpi in attacco. Il brasiliano e il croato, invece, sono di difficile collocazione in questa squadra. Il mistero è rappresentato soprattutto dal numero 10: dopo due anni e mezzo di basso livello, con un ruolo ancora da trovare, quali sono le intenzioni di Mancini nei suoi confronti?

MANCANZA DI UN LEADER
Il difetto di base dell’Inter, però, rimane sempre lo stesso: la mancanza di uno o più leader in squadra. Non lo è nessuno dei vecchi e non lo sarà nessuno dei nuovi. L’Inter 2015/2016 si presenta come una poltiglia di nazionalità diversa in una squadra che non è tale ormai da anni. Riuscirà Mancini, tecnico che non brilla cero per acume tattico, a riportare in alto i nerazzurri o si andrà incontro all’ennesima debàcle? A nostro giudizio, così come è concepita, questa squadra non può aspirare ad altro che ad un piazzamento dal quinto posto in giù. Il calciomercato, però, è ancora lungo e il calcio è pieno di sorprese, quindi, siamo pronti a cospargerci il capo di cenere e ad ammettere che avevamo torto, se avverrà il miracolo. Ad ra, però, non ci sono segnali in tal senso.

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Torino, il mercato parte dal centrocampo

Federico Viviani, obiettivo del Torino

Il Torino è alla caccia di centrocampisti di qualità per il prossimo anno. Ventura è stato chiaro: alla squadra mancano giocatori dai piedi buoni in grado di costruire il gioco. Finora il tecnico ha sviluppato il gioco prevalentemente sulle fasce, utilizzando un centrocampo muscolare.
Dall’anno prossimo, però, qualcosa cambierà.

L’IDENTIKIT
L’identikit del centrocampista che il Torino cerca è il seguente: giovane, di qualità e, soprattutto, italiano (o, in alternativa, uno straniero che già militi o abbia militato in serie A).
A Ventura e Cairo è, infatti, bruciato parecchio il fallimento del duo Sanchez Mino-Bruno Peres. Soprattutto l’argentino, arrivato per una cifra importante e che, nei piani tecnici, avrebbe dovuto assicurare il salto di qualità, ha deluso le aspettative. Fino a gennaio, l’ex Boca Juniors, ha collezionato 11 presenze, di cui solo 4 da titolare e, alla fine, è stato mandato in prestito all’Estudiantes.
Proprio per evitare di ripetere l’errore, dunque, Petrachi cambierà strategia.

I NOMI
I nomi che si fanno, in questo momento, sono quelli di Viviani del Latina, Fossati del Perugia, Jorginho del Napoli ed Ekdal del Cagliari. I primi due potrebbero essere presi con la formula del prestito con diritto di riscatto da Roma e Milan. Sono giocatori in grado di dettare il ritmo e che hanno un discreto seno del gol. Viviani, in particolar modo, viene da un’ultima stagione in serie B che lo ha definitivamente consacrato.
Il ragazzo sembra pronto per un’esperienza da protagonista in serie A.
Per Jorginho ed Ekdal, invece, il discorso è diverso. L’italobrasiliano è reduce da un anno e mezzo horror a Napoli, dove Benitez, ne ha ridotto in cenere la carriera facendolo giocare in un ruolo, mediano, che non è nelle sue corde. Il ragazzo è in cerca di riscatto, però bisognerà capire bene le intenzioni del nuovo tecnico dei partenopei e la formula d’ingaggio, dato che, De Laurentiis ha sborsato 10 milioni di euro per portarlo sotto il Vesuvio.
Per lo svedese, infine, il problema non è tanto il cartellino, quanto la concorrenza. l Cagliari, retrocesso, ha, infatti, tutto l’interesse a scatenare un’asta intorno a uno dei suoi pezzi pregiati.
Vedremo chi sarà il prescelto. Magari non arriverà nessuno di questi, ma, ciò che è certo, è che il Torino il prossimo anno, ha intenzione di cambiare pelle e stile di gioco e, per farlo, deve immettere qualità in mediana.

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