Villas BOH: Europa e Premier quanti interrogativi!

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villas_boas_chelseaNella Londra bene persino il Tamigi sembra mormorare, un eco che si amplifica nel vecchio sobborgo britannico, cenni di velato malcontento, la piazza non è esigente, forse di più, un tempo fortino inespugnabile, ora molto meno. Qualcosa non va per il verso giusto e questo non è un mistero, le aspettative in questo inizio di stagione erano ben altre, fin ora ampiamente deluse. L’Europa per sopravvivere, per cercare di fare ciò che nessuno nella storia dei blues è riuscito a fare, neppure i vari Mourinho, Grant, Hiddink e Ancelotti. L’israeliano si fermò all’ultimo rigore, vittima di un scivolone dal dischetto di capitan Terry, la coppa andò al Manchester di Ronaldo. È un Chelsea bello di notte, o meglio bello di coppa, o almeno lo era, prima della pallida serata di Leverkusen, due sberle ridimensionano i piani dello “Specialino”; una sconfitta che costringerà gli uomini di Villas Boas a giocarsi l’ultimo jolly qualificazione allo Stamford Bridge contro il Valencia, appaiato a quota 8 proprio come i blues. Il rischio di guardare le fasi finali dal divano è davvero alto, rischio che nessuno nell’ambiente vorrebbe prendere in considerazione. Altra dimensione, stessa patologia, il rendimento in Premier non sorride i blues , partite 12, la voce sconfitte dice 4, l’ultima dinanzi al pubblico amico contro il Liverpool di Dalglish. Manchester comanda e Londra arranca, 12 sono i punti di ritardo dal City e 7 dallo United, i blues sono quinti impantanati in una zona calda della classifica. Abramovich sembra voler aspettare, l’ultima volta che ha agito d’impeto ha silurato Mou, vani poi i tentativi di voler rimediare ad un pentimento pressocchè immediato. Da quest’anno si è affidato a Luìs Andrè de Pina Cabral meglio noto come Villas Boas, autentico figlioccio ed ex collaboratore dello special one, e come lui ha fatto il pieno di trofei al Porto. Brocco non lo è mai stato e neppure lo sarà diventato, classici problemi di ambientamento in un campionato in cui sono emerse forze nuove, vedi il City, e il sorprendente Newcastle, e la gestione di uno spogliatoio che è già in fermento in vista di situazioni contrattuali pendenti, Drogba e Anelka su tutti che potrebbero spegnere l’incantesimo già ai suoi albori, rovinando l’equilibro di uno spogliatoio fazioso. In attesa di risorgere dalle proprie ceneri, il magnate russo, scottato dall’episodio Mou, aspetterà per trarre le proprie conclusioni, la sensazione è che bisognerà attendere almeno gennaio per riparlarne, dunque un arrivederci al giro di boaS.

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