35a di A: si infuoca la lotta alla Champions

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Quando ormai i giochi per lo scudetto sembrano fatti, e il discorso più problematico che interessa la Juventus riguarda la terza stella nella propria maglia ufficiale, la lotta per la Champions League è quanto mai aperta e ancora non si è chiusa la pratica delle retrocessioni.

Nell’anticipo di mezzogiorno ennesimo scivolone per il Genoa, il 3-2 inferto dal Bologna palesa quanto i giocatori liguri non abbiano il carattere per sostenere un tale stress psicologico, una situazione che ben conoscono i cugini blucerchiati della Sampdoria. Il Lecce, che fino a ieri viaggiava come un treno, non riesce ad approfittarne e si fa affossare con uno 0-2 dal Parma di Giovinco (che segna ed esulta con la linguaccia “di Del Piero”).

Intanto nel pomeriggio l’Inter di Stramaccioni supera 2-1 il Cesena, ormai retrocesso, con un gol al quarto d’ora dalla fine dell’insospettato Mauro Zarate, e agguanta la quota 55 del terzo posto che sembrava irraggiungibile solo un mese fa. Il regalo per le concorrenti al terzo posto lo fa, per la terza giornata consecutiva, la Lazio di Eddi Reja: nel posticipo contro un Udinese vogliosa di far risultato, i biancocelesti vengono surclassati sul piano del gioco e su quello fisico. I bianconeri spingono già nel primo tempo ma il solito Marchetti, candidato più che mai per un posto agli europei, nega la gioia del gol a Totò Di Natale. Il fuoriclasse friulano dovrà aspettare il secondo tempo per infilare la porta degli ospiti, un bel cross tagliato di Domizzi viene trasformato in rete dal numero 10 con una splendida girata al volo di destro. Reja risponde inserendo l’ariete Kozak, la Lazio si riversa in attacco ma senza successo. Quando mancano pochi secondi alla fine, un rinvio lungo dall’area dell’Udinese si trasforma in palla gol per Pereyra, il contropiede è facilitato da un fischio proveniente dagli spalti, i giocatori laziali prima si fermano credendo provenga dall’arbitro, poi si infuriano quando il giovane calciatore trasforma in gol. La rissa a fine partita rovina la serata e probabilmente ostacolerà la rincorsa al terzo posto della stessa Lazio, amaro il giudizio di Guidolin nel dopo partita “Si e’ sentito un fischio, io sono stato uno dei pochi a non averlo sentito. Ma mancavano tredici secondi, la palla scodellava, e avremmo vinto lo stesso:mi dispiace per il parapiglia incredibile,assurdo”.

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