Calcio femminile: medaglia d’oro agli Stati Uniti

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Nella serata di ieri si è concluso il torneo di calcio femminile in programma per le olimpiadi di Londra 2012, la medaglia d’oro è stata assegnata agli Stati Uniti che in finale hanno battuto il Giappone campione del mondo in carica per 2-1. Si è completato il podio olimpico poi con la vittoria nella finalina per il terzo-quarto posto tra Canada e Francia, sono state le nord-americane a spuntarla con una vittoria di misura per 1-0.

Le statunitensi hanno confermato un dominio sulla competizione che dura da quando il calcio femminile è stato introdotto nei giochi olimpici, da Atlanta 1996, da allora hanno vinto 4 ori e 1 bronzo, un piccolo incidente il terzo gradino del podio che risale a Sidney 2000. Ancor più grande risulta essere l’impresa delle americane se si pensa che questa volta non partivano certo da favorite, con difficoltà erano riuscite ad aver la meglio sulle canadesi in semifinale, una partita caratterizzata da un Canada sempre in vantaggio ma fregato negli ultimi minuti di gara quando già si profilavano i calci di rigore. Il Giappone invece era arrivato in finale in scioltezza, dominando da campione del mondo ogni partita, compresa la semifinale durante la quale ha superato con facilità la Francia. Ma è noto, nel calcio nessuna partita è scontata e le americane hanno sfoderato la grandissima prestazione di cui avevano bisogno.

Eroina della giornata è Carli Lloyd, con una doppietta si è guadagnata il titolo di donna della partita rendendo vano il gol della speranza segnato dalla solita Ogimi e portando la sua squadra a vincere il quarto titolo iridato. Come spesso accade nel caso degli americani, ogni vittoria si trasforma in un romanzo, in un film, la Llyod infatti non sarebbe dovuta scendere in campo a Londra, anzi è stata chiamata a far parte della spedizione all’ultimo a causa di un infortunio di una sua compagna di squadra. Lodevole è stata l’allenatrice delle ragazze a stelle e strisce Pia Sundhage che a fine gara ha ammesso “ha dimostrato che avevo torto e di essere più brava di me“.

 

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