Calciopoli Inter: deve restituire lo scudetto

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Calciopoli Inter: dopo lo scandalo intercettazioni, parla Prioreschi l’avvocato di Moggi, spiegando che accanto alle telefonate del suo assistito ci sono nuove intercettazioni che riguardano alti dirigenti di diverse squadre di serie A, tra questi c’è Moratti con Bergamo e Giacinto Facchetti. Sicuramente non sono equivalenti alle numerose chiamate e minacce fatte da Moggi, ma testimoniano un modo di fare sporco diffuso negli anni, cioè il tentativo costante di corruzione da parte di dirigenti verso i giudici sportivi.

Quindi la cupola calcistica di Moggi e Giraudo non era tanto una cupola ma una “cattiva abitudine” diffusa, una malattia del nostro calcio figlio del denaro.
Sicuramente abbiamo molto altro da sapere e scoprire, quanto a Moggi e Giraudo era di certo quelli che più condizionavano le partite in quegli anni, ma non essendo praticamente nessuno lontano da colpe perchè Moratti non restituisce lo scudetto alla juventus?
Assegnatogli legalmente e non in campo?
Questa domanda però la girerei ai milioni di Interisti che in quegli anni vedevano la propria squadre perdere per pochi
punti lo scudetto contro una juventus che trovava sempre il guizzo arbitrale per vincere…
Ma per par condicio una telefonata che comunque non fa onore all’Inter:

La trasmissione comincia con l’ascolto di una nuova (e brutta) telefonata Facchetti-Bergamo, in cui si discute dello score di Bertini con l’Inter di Bertini alla vigilia della semifinale di Coppa Italia (poi vinta da Mancini sulla Roma) contro il Cagliari (1-1 il 12 maggio).
Poi si fa la griglia.
Facchetti: «Guarda, ho visto lo score di Bertini che con noi ha 4 vittorie, 4 pareggi e 4 scon­fitte…»
Bergamo: «Porca miseria allo­ra facciamo 5,4,4. Ma vittorie»
F.: «Ma diglielo che è determi­nante, domani. Ha fatto 12 partite, 4 4 4»
B.: «Una la smuove, ma quella che comincia per V. Sì, lo devo sentire. Non ti preoccupare, ha capito come si cammina: è un ragazzo intelligente, ha capito. Meglio tardi che mai. Senti Giacinto per domenica è una partita che consideriamo abba­stanza tranquilla ci mettiamo anche un esordiente (in griglia, ndr). Per voi va bene?»
F.: «Va bene, se vuoi anche… Va bene…»
B.: «Però volelo dirtelo, non pensare mai ad una mia disat­tenzione ».
F.: «Domenica un esordiente mi va anche bene».
B.: «Un esordiente, c’è Mazzo­leni »
F.: «Mazzoleni è bergamasco… C’è pure il fratello».
B.: «E’ un bravo giovane, ha bei numeri, ma il più giovane che è più bravo: ha trent’anni e promette bene, ha bei numeri»
F.: «Non c’è problema»
B.: «Senti, me li passi per do­menica quattro biglietti per un cliente, biglietti normali? Posso lasciarti il nome a te?»
F.:: «Non c’è problema, chiama­mi venerdì o sabato. Chiama me che…»
B.: «In bocca al lupo».
F.: «Mi raccomando, diglielo»
B.: «Sarà fatto».

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