calcioscommesse: ombre sulla serie a

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‘Il calcio ha perso un’altra occasione per recuperare quel minimo di credibilita’ che gli era rimasta”. 

Proprio lui evoco’ un sinistro ”tintinnardimanette” un mese fa, una coincidenza o sapeva qualcosa? ”Faccio questo lavoro da molti anni. Sono stato chiamato per spiegare le mie frasi. Non dico altro, i processi si fanno in altri sedi. Ho grande rispetto delle istituzioni e fiducia nel lavoro dei magistrati: aspettiamo gli sviluppi”.

”Sono anni che faccio le mie battaglie moralizzatrici con il solo risultato di venire deriso – aggiunge Lotito – .

Adesso piangiamo tutti. In tempi non sospetti, ho lanciato avvertimenti. Ho parlato di task force, tutti a prendermi per matto”.

Le responsabilita’ sono di ”tutti. E’ il sistema calcio a essere compromesso. Troppa promiscuita’ tra i soggetti coivolti: procuratori, opinionisti di giornali, i media che non parlano di valori e meriti ma solo di quanto costa un giocatore. Asservimento, un mondo inquinato”.

Infine, il presidente della Lazio spiega che sul fronte scommesse ”io le abolirei del tutto, specie quelle live, a gara in corso”, perche’ non ci si rende conto ”dell’enorme influenza che possono avere su un mondo gia’ di per se’ cosi’ fragile”.

Pirani interrogato per 7 ore dagli inquirenti, il procuratore: c’è la “sensazione di grossi problemi” per il campionato maggiore

Calcio-scommesse, 30 match in dubbio.  Ombre sulla Serie A
Cremona, 7 giu. (TMNews) – Sette ore di interrogatorio, tra ammissioni e precisazioni, nel corso delle quali l’odontoiatra Marco Pirani, arrestato nell’ambito dell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse, ha parlato di una trentina di partite sulle quali gli scommettitori hanno provato (spesso riuscendoci) ad addomesticarne il risultato sul quale puntavano. Quelli contestati nell’ordinanza di custodia cautelare erano “appena” 18, e Pirani aveva già “anticipato” al Gip Guido Salvini di altri tre match che avrebbero viste coinvolte cinque società di A (Roma, Lecce, Genoa, Fiorentina e Cagliari). Notizie di cui Pirani avrebbe saputo quasi esclusivamente da Massimo Erodiani, il titolare di diversi punti scommesse che sarà sentito nelle prossime ore dal procuratore.

Un quadro, sommato a tutto quello che le indagini hanno portato alla luce e che continua ad emergere, di fronte al quale il procuratore ha espresso la “sensazione che ci siano grossi problemi anche in serie A, che ci siano incontri truccati ma, senza riscontri, una sensazione non è una prova”. E poi ha rincarato la dose rivelando il sospetto che “le ‘combine’ in Serie A non siano tra i giocatori ma tra le società”. Affare più della giustizia sportiva quindi, meno di quella ordinaria, dato che potrebbero essere finalizzate “solamente” a guadagnare punti in campionato.

Di Martino non si è limitato a ribadire la massima collaborazione con la giustizia sportiva, ma ha espresso un’amara considerazione: “i brogli calcistici sono una zona franca e, se non cambiano le leggi, questa sarà l’ultima inchiesta”. Dando ragione alle lamentele sui pochi strumenti a disposizione della giustizia sportiva espresse dal procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, Di Martino ha dato il via libera all’invio di parte degli atti dell’inchiesta cremonese alla giustizia sportiva, che dovrebbero partire per Roma nelle prossime ore.

Ma ieri c’è stato un altro lungo interrogatorio, quello di garanzia davanti al Gip Salvini dell’ex commercialista di Beppe Signori, Manlio Bruni, che ha rivelato che il celebre calciatore era il contatto tra il gruppo di scommettitori “bolognesi” e quelli di Singapore. Bruni avrebbe confermato ciò che è emerso dalle indagini fin qui compiute e cioé che l’ex attaccante della nazionale deteneva in casa le “regole” da seguire per le giocate e che era “il leader indiscusso” di quel gruppetto di giocatori che si ritrovava nello studio bolognese del commercialista. Una bomba per l’ex bomber azzurro, sganciata il giorno prima che Signori si presenti a Cremona per essere interrogato dal Gip.

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