Il calcio spezza le catene

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Le leghe calcio europee non possono più vendere i diritti televisivi basandosi su una esclusiva territoriale, cosa vuol dire?
Significa che si potrà seguire la serie A con schede estere, liberandosi dal gestore territoriale, questo apre il mercato alla libera concorrenza.
Quindi i cittadini europei oltre a circolare liberamente, potranno viaggiare sereni anche i decoder, cosa che avviene solo illegalmente. Un italiano che risiede all'estero non ha facoltà di esportare una scheda comprata in patria per vedere i programmi a cui è abituato sul suolo natio. E un torinese non può installare un decoder tedesco.

Tutto questo grazie alla causa vinta contro Sky , la signora Kate, multata di ottomila sterline, circa un anno di canone,ha detto «no», 

La sentenza pubblicata ieri dalla Corte di Giustizia definisce il principio alla base dell'intero sistema di vendita dei diritti sportivi «contrario al diritto della concorrenza» nell'Ue, anche se qualche limite viene riconosciuto per lo sfruttamento commerciale dei diritti. La magistratura che veglia sul rispetto del Trattati ritiene che «una normativa che vieti l'importazione, la vendita o l'utilizzazione di schede di decodificazione straniere viola la libera prestazione dei servizi». Si può immaginare qualche limite in basa all'audience (che è calcolabile) ma non si può «limitare la circolazione dei servizi». Come non è lecito esigere «il versamento di un supplemento da parte delle emittenti per avere un'esclusiva assoluta».

Chiaro? Karen Murphy nutre qualche preoccupazione. «Sono certa che lega britannica e Sky faranno di tutto per proteggere i loro interessi - ha ammesso ieri -. Spero solo che non torni ad essere come prima, perché non è giusto nei confronti degli utenti, non è un mercato libero».

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