scommessopoli: Bellavista solo scommettitore

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Il polverone sollevato sul calcio scommesse sembra smuovere poco , semplicemente calciatori e uomini di sport o scommettitori professionisti implicati rischiano di essere hobbisti più che corrotti.

L’ex calciatore del Bari parla del suo coinvolgimento nell’inchiesta del Calcio scommesse partita dalla Procura di Cremona. “Sono solo uno scommettitore eppure sono stato accusato di associazione a delinquere”, spiega. Poi racconta dei suoi giorni trascorsi in carcere…

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SOLO UNO SCOMMETTITORE – “Io sono qui solo per raccontare la mia verità, perché sempre in questa storia sono stato nominato come uno scommettitore. Perché se andavo a Bologna o in altre città era solo per scommettere”. Antonio Bellavista, ex calciatore del Bari parla in una intervista in esclusiva a Sky Sport24 del suo coinvolgimento nell’inchiesta cremonese sul nuovo calcio scommesse. “Sono stato accusato di associazione a delinquere perché se parli al telefono con una o due persone, scatta l’associazione – spiega l’ex capitano barese -. Io avevo dei contatti con Erodiani per delle partite combinate da altri, personaggi ormai noti a tutti, per scommetetre e guadagnare la mia parte” dice Bellavista che sull’accusa di estorsione aggiunge: “quell’accusa è per la telefonata a Paoloni dove gli chiedo di rientrare del debito che aveva con il gruppo di Bologna, così io avrei recuperato il mio assegno” spiega.
“A tutti capita di arrabbiarsi al telefono quando qualcuno frequentemente ti prende in giro e perde tempo per rientrare del debito. Certamente i toni non sono pacati, ma non minacciosi” aggiunge Bellavista che, poi, conferma di non aver mai scommesso quando era ancora calciatore. “Sì, io sono ancora un tesserato ma con un patentino di allenatore di base. Da giocatore non l’ho mai fatto. Io entro in questa inchiesta perché altri ti danno notizie di presunte combine, perché come si è visto era semplicemente una truffa organizzate da altre persone e io ci ho rimesso un sacco di quattrini” afferma l’ex calciatore del Bari che conferma di non aver mai contattato altri tesserati. “Mai fatto”.
I GIORNI IN CARCERE – Sui giorni passati prima in carcere e poi ai domiciliari racconta: “Ripassi la tua carriera di calciatore e vedi dove sei finito e per la mente ti passa anche l’idea più brutta, quella di farla finita, perché hai toccato il punto più basso della tua vita – rivela -. Poi, però, pensi ai figli, alla tua compagna, alla scuola calcio, che c’è qualcuno di cui sei responsabile e scacci quel pensiero e aspetti che tutto sia chiarito, che la magistratura scopra la verità, che tutto finisca e tiri avanti e pensi ad essere forte”.
Antonio Bellavista, infine, rivela il suo attuale pensiero sul mondo del calcio. “Mi ha deluso, perché di tanti miei pseudo amici non ho sentito quasi nessuno, se non qualche mio ex compagno di squadra”.

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